FOGGIANI SOBRI ALLA GUIDA: IL NUOVO CODICE DELLA STRADA CAMBIA LE ABITUDINI NEI LOCALI

Consumi di alcol in calo fino al 50%, tra controlli serrati e timori per le sanzioni. Ristoratori e baristi si reinventano con alternative analcol

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Consumi di alcol in calo fino al 50%, tra controlli serrati e timori per le sanzioni. Ristoratori e baristi si reinventano con alternative analcoliche e nuove soluzioni per non perdere clienti.

Con le nuove regole del codice della strada anche in provincia di Foggia il consumo di alcol è diminuito, in alcuni casi anche del 50%. I clienti di ristoranti e locali pubblici hanno paura di alzare il gomito, non solo per grappe o amari, ma anche per vino e birra. Un dato di fatto che sta condizionando le abitudini dei foggiani, anche perché è tolleranza zero.

“Sicuramente – ci spiega Stefano Ciccarelli del Bar Ristorante N8 di Lucera – c’è più consapevolezza da parte della clientela, anche perché i controlli ci sono e le sanzioni sono pesanti. Il cliente sa bene che deve contenersi per poi potersi mettere alla guida e tornare a casa. Indubbiamente avvertiamo una flessione nelle vendite di vino e liquori. Tuttavia se queste nuove norme portano benefici in termini di sicurezza stradale, che ben vengano, vorrà dire che ci inventeremo qualcosa, come ad esempio accompagnare i consumatori a casa con dei bus navetta, oppure le comitive si devono organizzare con un guidatore che a turno non deve bere”.

Da Lucera a Foggia dove incontriamo Alessandro Centra, titolare di Uniko e referente di Confcommercio per quanto concerne i locali pubblici. “Vendiamo meno alcolici, personalmente ho stimato un calo del 50%, un dato che incide tantissimo sulla nostra attività. Questa nuova legge voluta da Salvini non è certo il massimo della legalità. La gente qui a Foggia preferisce non uscire e organizzarsi a casa con gli amici. E poi diciamocela tutta, la gente non ha soldi”.

E a Manfredonia? “Vendiamo molto meno, la gente non ci chiede più gli spritz, si limitano a bere una birretta – dichiara Lorenzo Tivieri di Quota 7 -. Non è più come prima, come può ben vedere i distillati sono fermi sugli scaffali”. E allora come ovviare al crollo delle grappe e degli amari? L’idea è quella di proporre vino e cocktail senza alcol. “Noi già lo stiamo facendo. Stiamo proponendo la carta degli spritz analcolici, del vino e della birra senza alcol, sperando che funzioni”. “Mi auguro che cambi presto la legge – afferma Centra – altrimenti la vedo dura anche per la prossima estate. È inevitabile che le novità in materia normativa abbiano avuto ricadute sul consumo, a volte dovute anche al timore, comprensibile, di vedersi ritirare la patente”.

saverio serlenga

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