Siccità preoccupante, invaso di Occhito al di sotto del ‘volume morto’: acqua diminuita del 72,68% rispetto al 2023

I dati odierni non lasciano spazio ad alcuna interpretazione. La crisi idrica che sta colpendo la Capitanata ha raggiunto livelli oltremodo preocc

Manfredonia, parte primo corso alfabetizzazione alla ‘Casa dei diritti’
Strage di cozze negli allevamenti di Cagnano Varano, in crisi 200 operatori: “Danni enormi”
i PENSIONATI ESAMINANO LO STATO SOCIALE DELLA CITTA

I dati odierni non lasciano spazio ad alcuna interpretazione. La crisi idrica che sta colpendo la Capitanata ha raggiunto livelli oltremodo preoccupanti, con relativi e incommensurabili danni per le aziende agricole.I rilevamenti del Consorzio per la Bonifica della Capitanata parlano chiaro. Nella giornata di oggi la disponibilità idrica registrata dall’invaso di Occhito è di 30.563.520 di metri cubi, ovvero 10 milioni al di sotto della soglia del cosiddetto ‘Volume morto’, fissata a 40 milioni di metri cubi.

Dati che diventano ancora più inquietanti se si raffrontano con quelli di un anno fa. L’8 novembre del 2023 la disponibilità idrica era di 111.887.200 metri cubi. In parole povere, rispetto a un anno fa la disponibilità di acqua è scesa del 72,68%.

Non vanno meglio le cose per le altre tre dighe del Consorzio. Nell’invaso di Marana Capacciotti (in agro di Cerignola) la disponibilità è scesa del 69,09%; il calo arriva addirittura all’82,23% per l’invaso di Capaccio sul Celone dove la disponibilità attuale è di 377.760 metri cubi, ben al di sotto del volume morto fissato a 1,9 milioni di metri cubi.

Anche a San Pietro sull’Osento il gap tra la presenza di acqua attuale e quella di un anno fa è notevole (-68,75%).

“Anche ottobre è risultato – sulla base dei dati Copernicus climate change service (C3s) – il secondo più caldo mai registrato a livello globale dopo quello del 2023, con temperature superiori di 1,65°C rispetto ai livelli preindustriali, diventando così il 15esimo mese degli ultimi 16 in cui le temperature medie hanno superato il limite di +1,5°C”, commenta Coldiretti Puglia.

“Preoccupa molto l’allungamento della fase vegetativa delle piante a causa del caldo perdurante fuori stagione – sottolinea la Coldiretti regionale – con il rischio di far ripartire le fioriture, con il pericolo di esporle ai danni di un prevedibile successivo abbassamento delle temperature e la conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni, ma danni sta causando anche l’umidità su verdure e ortaggi”.

Con le temperature sopra la media per gli ortaggi e le semine sono balzati alle stelle i costi di carburante per l’irrigazione e in difficoltà per l’allarme siccità fuori stagione sono in realtà tutte le colture in campo a causa della maturazione contemporanea delle verdure.

Una situazione preoccupante in Puglia – sottolinea la Coldiretti Puglia – dove a causa della siccità grave del 2024 si registrano raccolti dimezzati dalle ciliegie al grano, dal miele fino alle olive: “Per la siccità e le temperature ben al di sopra della norma sin dall’inverno ne hanno fatto già le spese le clementine che sono finite al macero, compromesse dalla mancanza di acqua che ne ha inibito l’accrescimento, ma anche la produzione di grano per fare pane e pasta risulta dimezzata per effetto della prolungata siccità che ha stretto tutta la regione in una morsa per mesi causando il taglio delle rese. La crisi idrica ha determinato un calo drastico di foraggio verde nei pascoli con l’aggravio dei costi per l’acquisto di mangimi per garantire l’alimentazione degli animali nelle stalle, ma anche gli apicoltori hanno dovuto dire addio ad oltre 1 vasetto di miele su 2 con le api stremate senza cibo per le fioriture azzerate, con il 60% in meno di raccolta condizionata dal caldo e dalla siccità. Ma a preoccupare è l’andamento della campagna di raccolta delle olive, dove si stima un crollo di oltre il 40% delle quantità rispetto all’anno scorso”.

E non è tutto. Perché le temperature miti avvantaggiano l’azione dei parassiti che possono attaccare più facilmente le colture ancora in campo, come avviene peraltro nelle città dopo sono ancora diffuse zanzare e mosche: “Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti regionale – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola”.

 

COMMENTI

WORDPRESS: 0