VIESTE/ OMICIDI, VENDETTE, AGGUATI LE VERIÀ DEL BOSS RADUANO. E IL PM ANTIMAFIA CARDINALI SI PREPARA A DEPOSITARE I VERBALI

Il neo pentito Marco Ra­duano boss della mafia viestana, ha confessato una decina di omicidi, di cui pare 5 quale esecutore; ha co­minciato a ucci

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Il neo pentito Marco Ra­duano boss della mafia viestana, ha confessato una decina di omicidi, di cui pare 5 quale esecutore; ha co­minciato a uccidere dopo che il clan rivale ammazzò il cognato Gianpiero Vescera, assassinato il 3 settembre 2016 in un uliveto di Vieste nella guerra di mafia locale; a suo dire, Giovanni Iannoli è coinvolto sia nell’agguato del 25 aprile 2018 che costò la vita a Antonio Fabbiano sia nell’omicidio di Marino Solitro, ucciso il 29 aprile 2015, delitto quest’ultimo commesso con Danilo Pietro Della Mal­va pure collaboratore di Giustizia, omicidi per i quali Iannoli è in attesa di giudizio in corte d’assise a Foggia: si dice innocente.

Ecco in estrema sintesi le prime rivelazioni alla Direzione distrettuale antimafia di Bari di Marco Raduano, 40 anni, detto «Pallone», al vertice dell’omonimo clan coinvolto nella guerra con i rivali del gruppo Perna/Iannoli, catturato il 2 febbraio in Francia a Bastia dopo quasi un anno di fuga dalla Giustizia dopo essere evaso il 24 febbraio 2023 dal carcere di Nuoro, estradato in Italia il 9 febbraio, rin­chiuso al 41 bis nel carcere di L’Aqui­la.

Raduano è stato condannato in via definitiva a 19 anni per traffico di droga aggravato dalla mafiosità; e in primo grado all’ergastolo nel processo «Omnia nostra» per mafia, 2 omicidi (Giuseppe Silvestri del 21 marzo 2017 a Monte; Omar Trotta del 27 luglio 2017 a Vieste: il primo quale esecutore, il secondo quale mandante) e il tentato omicidio di Giovanni Caterino del 18 febbraio 2018: doveva essere ammaz­zato per vendetta perché fece da ba­sista nella strage del 9 agosto 2017 in cui fu ammazzato il capoclan manfredoniano Mario Luciano Romito, e con lui il cognato che gli faceva da autista e i fratelli Aurelio e Luigi Luciani solo perché in transito sul luogo dell’agguato e quindi potenziali testimoni.

Il pm della Dda di Bari Ettore Car­dinali che ha raccolto le prime di­chiarazioni del neo pentito, ha de­positato i verbali a disposizione della difesa nei due processi in corso da­vanti alla corte d’assise di Foggia che vedono entrambi imputato Giovanni Iannoli, 38 anni, viestano, detenuto da tempo e che si dice innocente.

La Direzione distrettuale antimafia chie­derà quindi di ascoltare Raduano sia nel processo per l’omicidio di Marino Solitro che è alle battute iniziali, in cui Iannoli risponde di concorso in omi­cidio con il pentito Danilo Pietro Della Malva (prossima udienza il 5 aprile proprio per sentire Della Malva); sia nel processo per l’omicidio Fabbiano che è in dirittura d’arrivo (prossima udienza sempre il 5 aprile per l’in­terrogatorio degli ultimi testi della difesa).

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