Ci ha ormai preso gusto il Latina, ormai diventata bestia nera del Foggia. Per il terzo anno di fila la squadra di Di Donato esce dallo 'Zaccheria

Ci ha ormai preso gusto il Latina, ormai diventata bestia nera del Foggia. Per il terzo anno di fila la squadra di Di Donato esce dallo ‘Zaccheria’ con i tre punti, confermandosi anche squadra piuttosto performante lontana dalla mura amiche. Che dire del Foggia? Nel primo tempo la squadra di Cudini non ha demeritato – almeno nella prima parte – , pur esponendosi alle ripartenze degli avversari, l’ultima delle quali diventata letale. Confusa e ricca di colpi di scena la seconda frazione, nella quale il Foggia è riuscito a trovare il pari e ha avuto anche l’occasione per completare la rimonta, prima del gol di Mastroianni che ha posto fine alla contesa.
PRIMO TEMPO – Dalla tribuna piove qualche fischio mentre le due squadre si appropinquano al tradizionale tè caldo. Il modo più inflazionato per esternare il dispiacere e la delusione. Il parziale a fine primo tempo vede il Latina avanti. Con qualche merito, certamente. Anche se, forse un pari sarebbe stata la sintesi perfetta dei primi 45’. Ma delle due squadre, è quella di Di Donato a fare meglio ciò che si era prefisso inizialmente: accettare il possesso avversario e cercare di attivare subito le transizioni. Accade: uno, due, e più volte. Fino alla ripartenza giusta che mette Del Sole nelle condizioni migliori per fulminare Nobile con un preciso diagonale. È il 41’. Ma facciamo un passo indietro. I cambi di sistema del Foggia non fanno ormai più notizia. E così, davanti a Nobile riecco la linea a tre, con Garattoni e Vezzoni a fare i quinti, e in mezzo la linea verde che vede il ritrovato Frigerio e Martini ai fianchi di Fiorini, ultimo regista rimasto a disposizione. Epperò il virgulto scuola Fiorentina non sfrutterà al meglio la sua chance. Sarà l’emozione del debutto, il poco spazio concessogli dai rientri di Mastroianni e dalla pressione dei due centrali di centrocampo nerazzurri, e magari anche un po’ di deficit di personalità, fatto sta che la maggior parte dei palloni lavorati dal play rossonero sono giocate scolastiche o retropassaggi. Una delle due note stonate (l’altra è il risultato) del primo tempo dei satanelli. Eppure, la partita era cominciata bene. Nei primi sei minuti Garattoni – che da quinto diventa un altro giocatore – arriva due volte alla conclusione. Al 10’ ci prova persino Tounkara, che per una volta offre una prima frazione discreta. L’ex Viterbese fa un buon lavoro di raccordo che non si vedeva dai tempi di Ogunseye; ne beneficia lo sviluppo dell’azione, che vede anche un Peralta ispirato zigzagare per la trequarti, anche se a volte troppo innamorato del pallone (non una novità). Per mezz’ora è un Foggia che non dispiace e che riempie anche meglio l’area, e qui la presenza di Frigerio ha il suo peso. Dall’altra parte, si vede ciò che mister Cudini aveva preannunciato e paventato. Il Latina è squadra di qualità con i quarti che spingono e i due trequarti alle spalle di Mastroianni rapidi e tecnici. Il Foggia riesce a contenerli e a centellinare i rischi… fino al 41’.
SECONDO TEMPO – Alla fine si parlerà con molto rammarico della palla gol abbastanza clamorosa che Martini non concretizzerà al 23’. Perché sarebbe stato il gol del 2-1 e sarebbe arrivato tre minuti dopo il pari di Salines, realizzato ancora sugli sviluppi di un corner. Un uno-due che avrebbe potuto tramortire mentalmente il Latina e far impazzire uno ‘Zaccheria’ che stava già facendo le prove generali per trasformarsi in bolgia. Paradossalmente, la rete dei rossoneri arriva nel momento migliore del Latina e di scarsa lucidità per i rossoneri. E qui le scelte di Cudini forse una incidenza ce l’hanno: con l’ingresso di Tonin per Fiorini e la decisione di mantenere la difesa a tre finisce per sguarnire la mediana rossonera e limitare le sortite di Frigerio. Le cose migliorano quando Vezzoni stringe in mezzo e Garattoni si posiziona in linea con gli altri tre difensori. E non è un caso se il miglior Foggia si veda proprio in quel segmento di gara con il 4-3-3. Ma il Latina resta in partita, anche grazie all’errore di Martini, e ogni ripartenza è un potenziale pericolo. Se poi anche Nobile non è in giornata, si fa notte fonda. L’intervento in modalità saponetta alla mezz’ora (con Vezzoni che salva sulla linea) è un campanello d’allarme per la frittata che si consumerà sei minuti più tardi. Mastroianni è lesto a raccogliere la corta respinta dell’estremo difensore sul colpo di testa di Jallow (da poco entrato al posto di Del Sole). Stavolta, però, mancano tempo, lucidità e qualità nelle giocate per provare a sovvertire l’ordalia. L’espulsione di Tounkara (doppio giallo) è l’epilogo di una serata da cestinare in fretta e di un secondo tempo (dell’attaccante) decisamente negativo.
Foggia-Latina 1-2: il tabellino
FOGGIA (3-5-2) Nobile; Riccardi, Carillo, Salines; Garattoni, Martini, Fiorini (1’st Tonin), Frigerio (32’st Rossi), Vezzoni (46’st Pazienza); Peralta (32’st Embalo), Tounkara. A disposizione: Cucchietti, De Simone, Tonin, Pazienza, Agnelli, Odjer, Papazov, Idrissou, Brancato. Allenatore: Cudini
LATINA (3-4-2-1) Cardinali; De Santis, Marino, Cortinovis; Paganini (29’st Serbouti), Di Livio, Cittadino, Crecco (26’pt Ercolano); Del Sole (29’st Jallow), Riccardi; Mastroianni (47’st Fella). A disposizione: Vona, Bertini, Perseu, Fella, Gallo, Fabrizi, Polletta, Di Renzo. Allenatore: Di Donato
Arbitro: Catanoso di Reggio Calabria
Assistenti: Taverna di Bergamo – Sbardella di Belluno
Quarto ufficiale: Graziano di Rossano
Marcatori: 41’pt Del Sole (L), 20’st Salines (F), 36’st Mastroianni (L)
Ammoniti: Peralta (F), De Santis (L), Tonin (F), Del Sole (L), Mastroianni (L), Tounkara (F), Vezzoni (F), Salines (F)Espulsi: 50’st Tounkara (F) per doppia ammonizione

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