Lupi in Puglia, Coldiretti chiede un piano nazionale di contenimento

 Un piano nazionale per contrastare gli attacchi di lupi. È quanto chiede Coldiretti Puglia dopo gli ultimi episodi denunciati ad Alberobello. «Occorr

TG del 02 07 2014
Anno Accedemico Accademia dell'Arte di Manfredonia
Piazza del popolo 2popolo con DI SABATO ONORINO

 Un piano nazionale per contrastare gli attacchi di lupi. È quanto chiede Coldiretti Puglia dopo gli ultimi episodi denunciati ad Alberobello. «Occorre salvare pecore e capre sbranate, mucche e agnelli e asinelli uccisi in Puglia, dove la presenza del lupo si è moltiplicata negli ultimi anni con il ripetersi di stragi negli allevamenti che hanno costretto alla chiusura delle attività e all’abbandono di pascoli».

Coldiretti Puglia, fa riferimento in particolare all’ultimo attacco di lupi agli asini al pascolo in un bosco ad Alberobello, in provincia di Bari. «Sono essenziali – continua la nota – misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le aree rurali più difficili dove l’allevamento è l’attività principale, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze pugliesi, come la pecora Gentile di Altamura o la Moscia leccese».

Oltre recinzioni e cani da pastori, dunque, sono necessarie, ritengono da Coldiretti «nuove modalità di azione» in difesa di una specie, quella dei lupi, «non più in via d’estinzione». Ed i numeri sembrano confermare che il «lupo ormai, non è più in pericolo». Anche in ragione di queste circostanze, l’associazione degli agricoltori le istituzioni dovrebbero «definire un Piano nazionale che guardi a quello che hanno fatto altri Paesi Ue come Francia e Svizzera».

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