Ai supplenti oltre 10mila cattedre: «Scuola pugliese allo sbando»

Oltre 10mila supplenti in cattedra a fronte di appena 3mila nuove assunzioni nonostante un contingente di immissioni in ruolo, assegnato dal Minis

Il mare delle Isole Tremiti e del Gargano è il più inquinato dalla plastica. È quanto emerge dalla prima relazione stilata da Greenpeace Italia che con la sua campagna “Difendiamo il mare” sta solcando tutto l’Adriatico. E purtroppo la maggiore concentrazione di plastica è stata riscontrata all’altezza del Gargano e della Riserva Marina delle Isole Tremiti. “Ci siamo imbattuti in uno scenario chooccante con enormi quantità di rifiuti” racconta Giuseppe Ungherese, responsabile di Greenpeace Italia. A poche ore dall’entrata in vigore della direttiva europea che blocca la vendita di materiali in plastica monouso, la campagna “Difendiamo il mare” dell’associazione ambientalista lungo il mare Adriatico denuncia ancora una volta l’inquinamento dei nostri mari. “Abbiamo rilevato picchi di contaminazione nella zona della laguna di Lesina e Varano – prosegue Ungherese – proprio in questa area dell’Adriatico, dove, per via della corrente marina caratterizzata da un grande vortice in senso antiorario dai Balcani verso l’Italia, l’inquinamento da plastica è particolarmente rilevante”. Greenpeace ha documentato la presenza di rifiuti in plastica al largo delle Isole Tremiti, dove l’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici rischia di compromettere un ambiente marino unico e ricco di biodiversità. Durante la sua navigazione al largo dell’arcipelago, la spedizione di Greenpeace si è imbattuta in chiazze di materiale organico e rifiuti in plastica, come cassette in polistirolo, bottiglie, buste, sacchetti, guanti monouso e reti tubolari usate per l’allevamento delle cozze, a dimostrazione del fatto che l’inquinamento da plastica non ha confini e raggiunge anche un’area protetta come le Isole Tremiti.
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Ai supplenti oltre 10mila cattedre: «Scuola pugliese allo sbando»

Oltre 10mila supplenti in cattedra a fronte di appena 3mila nuove assunzioni nonostante un contingente di immissioni in ruolo, assegnato dal Ministero, pari a 5.015 posti. Riguardo a quest’ultimo dato la Puglia, secondo la stima fatta dai sindacati, sarà costretta quindi a rinunciare a 2mila stabilizzazioni, un disallineamento fra domanda e offerta che non è stato risolto per colpa del sistema farraginoso dei concorsi che si sono accavallati e dei ritardi nella pubblicazione di alcune graduatorie del concorso straordinario 2020 e di quello ordinario. Insomma, a settembre i presidi dovranno affannarsi per tamponare i vuoti. «Ancora una volta – tuona Gianni Verga, segretario regionale della Uil Scuola – la palla passa ai dirigenti scolastici e al personale tutto che, con il consueto senso di responsabilità seppur in assenza di un rinnovo contrattuale atteso da 4 anni, non faranno mancare nulla ai nostri studenti».

Quella che Verga dipinge è «una scuola allo sbando». Da lunedì gli uffici scolastici provinciali stanno pubblicando le graduatorie

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