Quella di Leonardo, di annunciare in modo unilaterale a oltre 3400 lavoratori di Grottaglie, Pomigliano, Nola e Foggia la cassa integrazione ordinaria
Quella di Leonardo, di annunciare in modo unilaterale a oltre 3400 lavoratori di Grottaglie, Pomigliano, Nola e Foggia la cassa integrazione ordinaria a partire dal 3 gennaio prossimo, è una decisione di inaudita gravità. Questo evidenzia l’immobilismo che dura da anni in una Divisione, quella di Aerostrutture, fondamentale per il futuro del nostro Paese e per la stessa Leonardo. A questo si aggiunge la mancanza di una visione da parte di un Gruppo che per fare cassa, prima ha venduto Breda e Srs ai giapponesi di Hitachi, oltre ad Ansaldo Energia, mentre ora ha messo sul mercato asset importanti come Oto Melara, Wass e la parte dell’Automazione. È un provvedimento che contrasteremo con tutta la nostra forza, perchè privo di una strategia industriale e di un piano in grado di poter prevenire un disastro occupazionale, principalmente nel Sud Italia. Lunedì abbiamo programmato lo sciopero generale di tutto il gruppo con manifestazione nazionale a Roma per chiedere al Governo e all’azienda il ritiro della procedura di cigo e l’apertura di un tavolo sulle prospettive industriali e sugli investimenti necessari per salvaguardare Leonardo da una catastrofe annunciata. Scioperiamo oggi per non chiudere domani!”
“Ci auguriamo che il governo intervenga con decisione per aprire un tavolo di confronto con il gruppo sulle prospettive e sugli investimenti necessari per scongiurare il disastro”, dichiarnao i parlamentari pugliesi di Forza Italia e il consigliere regionale Giandiego Gatta: “È grave che un gruppo decida, senza alcun confronto con le istituzioni e con i sindacati, di avviare la cassa integrazione per ben 3.400 lavoratori di Grottaglie, Foggia, Pomigliano e Nola: quella di Leonardo è una questione delicatissima, una bomba occupazionale che rischia di esplodere in Puglia con conseguenze disastrose. Se per la nostra regione si tratta di una scelta che conduce a due passi dall’emergenza socio-economica, per il Paese è un colpo durissimo all’intero segmento dell’aeronautica. La decisione di Leonardo, in quest’ottica, si inserisce irragionevolmente, senza il supporto di alcuna strategia industriale”


COMMENTI