«AUGURO a tutti un cammino di “esodo” fatto di resistenza e di trascendenza, di lotta interiore contro tutte le forme di dispersione e di scoraggiam
«AUGURO a tutti un cammino di “esodo” fatto di resistenza e di trascendenza, di lotta interiore contro tutte le forme di dispersione e di scoraggiamento, per seminare la speranza, certi che verrà la Pasqua, giorno di resurrezione trasfigurazione per ogni uomo e per l’intero creato». Sono gli auguri di Padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovani Rotondo, per Quaresima e Pasqua «sotto il persistere della pandemia del Covid-19: un tempo propizio e opportuno, un “kairòs” momento supremo, in cui incontriamo il Dio relazionale che si è rivelato nel suo Figlio». Come è suo costume, padre Moscone dal pulpito scende a terra, tra la gente per indicare in concreto la via «del cambiamento che tocca tutte le sfere del nostro essere: intellettuale relazionale, sociale, culturale, morale e religioso». Esorta pertanto a vivere questi giorni di “primavera” nella prospettiva di realizzare il cambiamento.
«È IL TEMPO di riscoprire l’appartenenza comune alla città illuminata da una autentica fraternità. Ci siamo fatti rubare la città – proclama – perché ognuno ha pensato solo a sé stesso. Non possiamo costruire le nostre città fondando i nostri rapporti sociali unicamente sul denaro e sugli affari, sui guadagni e sul profitto. La pandemia ci ha fatto capire che la salute fisica, affettiva e relazionale di ogni persona è nelle mani di tutti e dell’intera società, non un fatto puramente privato: o ci salviamo tutti insieme o naufraghiamo. È tempo di pensare – sollecita – come mettere in pratica nuove forme di cittadinanza, di partecipazione e di corresponsabilità; per ridare valore e dignità come arte di tessere rapporti sociali; per costruire una governabilità ispirata all’onestà e alla ricerca del bene comune. Usciamo – sprona – dalla tomba dell’egoismo e del solipsismo e sarà per tutti un inizio di resurrezione».
UN CAMB IAMENTO che prende le mosse «Difendendo, curando ed esaltando la ricchezza culturale presente nella storia del nostro popolo garganico. La pandemia – richiama – se non sprecata, ci costringe ad operare un sano cambio di paradigma della “cultura dell’Io” a quella del “Noi”, superare l’egocentrismo che ci rende prigionieri e ci lascia soli con le nostre illusioni». Al fianco dell’”anelito sociale” e del “tema culturale”, Padre Moscone pone il “soffio ecologico”. «Siamo chiamati – annuncia – a custodire gelosamente l’irresistibile bellezza del territorio che ci accoglie, senza depauperarlo o inquinarlo. Occorre rivedere la nostra idea di progresso per riuscire a conciliare lavoro e ambiente. Convertiamoci – indica – alla sobrietà e a uno sviluppo ecosostenibile, combattiamo insieme e con coraggio le ecomafie che in modo chiaramente illegale creano squilibri che si ritorcono su di noi e sulle nostre città». Infine a completamento del percorso di cambiamento indicato, il presule sipontino richiama “l’ispirazione ecclesiale”: «La conversione per il credente non è un cammino personale: è un percorso da fare insieme e che quindi necessita di una comunità concreta. È il sogno di Dio stesso – annuncia – quello di fare della nostra Chiesa locale una comunità che sappia avere “un cuore solo e un’anima sola”».

Michele Apollonio

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