Puglia, 128 formatori la prossima settimana torneranno a lavoro nei Centri per l’impiego

La prossima settimana i 128 formatori professionali, il cui contratto è scaduto il 30 dicembre, riprenderanno a lavorare nei Centri per l’impiego in P

Il mare delle Isole Tremiti e del Gargano è il più inquinato dalla plastica. È quanto emerge dalla prima relazione stilata da Greenpeace Italia che con la sua campagna “Difendiamo il mare” sta solcando tutto l’Adriatico. E purtroppo la maggiore concentrazione di plastica è stata riscontrata all’altezza del Gargano e della Riserva Marina delle Isole Tremiti. “Ci siamo imbattuti in uno scenario chooccante con enormi quantità di rifiuti” racconta Giuseppe Ungherese, responsabile di Greenpeace Italia. A poche ore dall’entrata in vigore della direttiva europea che blocca la vendita di materiali in plastica monouso, la campagna “Difendiamo il mare” dell’associazione ambientalista lungo il mare Adriatico denuncia ancora una volta l’inquinamento dei nostri mari. “Abbiamo rilevato picchi di contaminazione nella zona della laguna di Lesina e Varano – prosegue Ungherese – proprio in questa area dell’Adriatico, dove, per via della corrente marina caratterizzata da un grande vortice in senso antiorario dai Balcani verso l’Italia, l’inquinamento da plastica è particolarmente rilevante”. Greenpeace ha documentato la presenza di rifiuti in plastica al largo delle Isole Tremiti, dove l’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici rischia di compromettere un ambiente marino unico e ricco di biodiversità. Durante la sua navigazione al largo dell’arcipelago, la spedizione di Greenpeace si è imbattuta in chiazze di materiale organico e rifiuti in plastica, come cassette in polistirolo, bottiglie, buste, sacchetti, guanti monouso e reti tubolari usate per l’allevamento delle cozze, a dimostrazione del fatto che l’inquinamento da plastica non ha confini e raggiunge anche un’area protetta come le Isole Tremiti.
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La prossima settimana i 128 formatori professionali, il cui contratto è scaduto il 30 dicembre, riprenderanno a lavorare nei Centri per l’impiego in Puglia: è quanto ha assicurato l’assessore al Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo, ascoltato oggi in II commissione.

L’assessore, però, ha sottolineato che «vanno trovate le ulteriori risorse economiche e regole per dare stabilità e prospettive all’occupazione».

Alle audizioni, convocate dal presidente della II commissione Antonio Tutolo, hanno partecipato anche il direttore generale dell’agenzia Arpal Massimo Cassano e la dirigente delle unità operative dei servizi per l’impiego Alessandra Pannaria.

L’assessorato – è stato spiegato – ha adottato un atto di indirizzo e stanziato i fondi, che non coprono l’anno intero, ma «non è tecnicamente e legalmente possibile continuare con le proroghe, come si è fatto per quasi vent’anni». «I formatori sono stati, sono e saranno patrimonio della Regione Puglia, che cercherà di portare avanti il loro impegno importante presso i centri per l’impiego», ha aggiunto l’assessore Leo. Sono 128 i formatori e sono stati impiegati con proroghe continue nei centri, ora gestiti dall’Arpal, ma non sono stati stabilizzabili, com’è avvenuto in altre Regioni, non essendo dipendenti regionali.

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