I giudici danno ragione alle mamme: “In mensa si può mangiare il cibo portato da casa”

La Corte d’Appello di Torino, con ben tre sentenze, ha fatto obbligo al Comune e alla Sovrintendenza scolastica del Piemonte di rispettare chi vuole

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La Corte d’Appello di Torino, con ben tre sentenze, ha fatto obbligo al Comune e alla Sovrintendenza scolastica del Piemonte di rispettare chi vuole che i figli frequentino il Tempo Pieno senza pagare il servizio di ristorazione, decidendo che i bambini hanno diritto di mangiare il proprio cibo durante l’orario della mensa. Quella che era partita come una protesta contro l’aumento delle tariffe sta volgendosi ora in una campagna di protesta per il diritto alla libera mensa. Su ricorso delle mamme, i giudici hanno accertato il diritto di ogni cittadino di decidere se aderire o meno al servizio di mensa scolastica, ovvero dotare i propri figli del pasto preparato a casa, da consumare insieme ai compagni negli stessi locali. Ed il Sovrintendente Scolastico del Piemonte ha affermato: “Non possiamo impedire ai bambini di portare il pranzo da casa e di mangiare insieme ai compagni”. Questa decisione, da parte del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale di Torino, Dr. Fabrizio Manca, potrà coinvolgere presto tutta l’Italia, in maniera che le mense scolastiche aprano e si attrezzino anche per chi rifiuta di fruire del pranzo comune, portando il cibo da casa, sicuramente a chilometro zero, probabilmente più genuino, visti certi pasti offerti nella mensa scolastica, non sempre stuzzicanti, a quanto dicono le mamme, spesso a base di pesci congelati e non sempre bene odoranti, magari pescati in mari lontanissimi dal nostro e con generosa impanatura.

Come si vede la lotta delle mamme e dei padri di Manfredonia non è isolata e rivendica il ripristino dei diritti, non solo per avere una mensa a basso costo. Vent’anni di liberismo sfrenato, e questa “sinistra” senza memoria, ci hanno fatto dimenticare tanti anni di conquiste preziose per la società, in primis il diritto al lavoro; una sanità pubblica efficiente; assistenza alla maternità ed alla famiglia; servizi per gli anziani degni di un Paese civile; la gratuità della scuola pubblica, almeno fino al termine della scuola dell’obbligo. Si sta facendo indietro tutta, nella tracotanza di chi pensa che tutto vada pagato, nonostante la gran parte dei cittadini versino in media, tra tasse ed imposte, ben oltre il 50% dei propri guadagni, che non dovrebbero certamente servire solo a finanziare amministratori incapaci, politici di basso profilo, partiti e clientele.

Qualcuno dell’entourage di chi ci amministra ci ricorda che il servizio di mensa è un servizio pubblico a domanda individuale, come se questo non fosse il segno dei tempi, che punta a rimettere sul passato le lancette dell’orologio, a prendere molto dai contribuenti e dare poco in servizi collettivi ed alla persona. Questa vergogna tutta italiana fa in modo che chi ci governa scarichi l’intero peso della crisi, da loro stessi generata e nutrita, sui poveri cittadini, che la stanno pagando con ripetuti aumenti delle tasse e continua riduzione dei servizi.

Italo Magno

MANFREDONIA NUOVA
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