L’opposizione del governo all’installazione di pale eoliche nel golfo di Manfredonia viene commentata positivamente dal consigliere regionale Giandieg
L’opposizione del governo all’installazione di pale eoliche nel golfo di Manfredonia viene commentata positivamente dal consigliere regionale Giandiego Gatta, testimone di un’azione politica e istituzionale, mirata a scongiurare l’installazione dei pali eolici al largo della costa garganica, iniziata nel 2011. I primi segnali di preoccupazione che cominciavano a sollevarsi nelle comunità interessate dal progetto e da esso penalizzate, rafforzavano il presentimento di Gatta che il 4 maggio 2012 presentava un ordine del giorno in cui si invitava il presidente Nichi Vendola e l’intera giunta «a relazionarsi urgentemente con la presidenza del consiglio dei ministri e con il ministro per l’ambiente, per una immediata risoluzione del problema», considerate le «pesantissime ripercussioni per il turismo e le attività di pesca e navigazione e il gravissimo nocumento economico per il territorio e le sue eccellenze».
Quell’ordine del giorno conteneva una dettagliata descrizione tecnica del tipo di impianto da realizzarsi nelle acque antistanti i comuni di Manfredonia, Monte S. Angelo, Mattinata, Zapponeta e Margherita di Savoia per il quale pochi giorni prima era stata depositata al ministero dell’Ambiente la richiesta di valutazione di impatto ambientale. Gatta faceva leva sul parere negativo già espresso dalla Regione Puglia «nella conferenza decisoria convocata per acquisire i pareri degli enti territoriali in merito al progetto per il mega-impianto eolico offshore della società Trevi, basato sul diniego formulato dai comuni di Zapponeta e Margherita, dalla provincia Bat, dall’ente Parco del Gargano e dall’Arpa Puglia, per il forte impatto paesaggistico e una serie di ripercussioni».
Per quanto le nuove disposizioni di legge entrate in vigore il 13 febbraio 2008 avevano trasferito la competenza per le autorizzazioni dei soli impianti eolici offshore allo Stato e con essa anche la competenza in ordine di Via (valutazione d’impatto ambientale), Gatta ricordava che ai sensi del D.Lgs 152/2006 e simili, «qualsiasi persona, fisica o giuridica, in forma singola o associata, può presentare osservazioni sui piani e programmi sottoposti a valutazione ambientale strategica e sui progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale». E che (nel caso di specie) il termine per la presentazione di osservazioni e controdeduzioni scadeva il 10/06/12. Gatta ha mantenuto un’aller ta costante sul rischio che stava correndo il territorio, l’ambiente, il paesaggio, l’ecosistema marino, le attività turistiche e del settore pesca, e in un suo contraddittorio con la società “Parco eolico marino Gargano Sud” parlò di «un impatto grave che si tenta irresponsabilmente di minimizzare da parte di coloro che, per molteplici motivi ed a vario livello, sono interessati alla realizzazione dell’impianto…di uno stupro dell’orizzonte marino» e richiamò le minime ricadute occupazionali «trattandosi di impianti altamente automatizzati» . «Non posso che gioire della decisione presa dal consiglio dei ministri che, al di là del mio impegno personale – commenta ora Gatta – toglie la mannaia che incombeva sul territorio, sul suo futuro e su ciò su cui si deve investire di più: l’economia turistica».
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