Ha destato un certo stupore la notizia della chiusura del punto Unicef a Manfredonia, situata presso la scuola N. Perotto (nominata Scuola Ambasciatri
Ha destato un certo stupore la notizia della chiusura del punto Unicef a Manfredonia, situata presso la scuola N. Perotto (nominata Scuola Ambasciatrice Unicef), inaugurata a settembre 2012 con grande partecipazione delle autorità politiche e religiose. Tra le iniziative messe in atto, oltre alla collaborazione con numerose scuole elementari, medie e superiori, la Partita del cuore – evento largamente apprezzato dalla cittadinanza –, la serata di beneficenza del 14 agosto 2012, e l’iniziativa “Adotta una pigotta”. La (ex) referente, Marta Losapio, aveva già operato, in qualità di referente Unicef per le scuole, presso vari istituti nel corso degli ultimi cinque anni; la realizzazione di una vera e propria sede sembrava dunque il naturale punto di arrivo di un percorso che dura da molti anni. Si è cercato di coinvolgere la cittadinanza, la quale ha prontamente risposto partecipando con entusiasmo alla Partita del cuore, che con la presenza di numerosi ospiti dal mondo della musica e dello spettacolo ha avuto modo di amplificare la presenza dell’Unicef a Manfredonia e di sensibilizzare i cittadini verso la causa promossa “in campo”. L’avvenimento è stato largamente amplificato dai media locali, rendendo più forte il binomio beneficenza-divertimento che da sempre tale evento comporta. La giustificazione di questo gesto non è quindi da ricercarsi nello scarso interesse cittadino, visto che pian piano si andava consolidando la presenza di un ente così importante; certamente non trova neanche origine nei costi sostenuti per il mantenimento della sede, dal momento che i locali venivano messi a disposizione dal comune in modo del tutto gratuito, utilizzando gli ambienti di pertinenza della Perotto. La liquidazione della sede è avvenuta in modo piuttosto brusco, con un breve comunicato stampa da parte del Presidente Provinciale Comitato Unicef Rosalbina Perricone che dichiara la chiusura della sede senza (apparenti) motivi, e anche per questo numerosi lettori hanno fatto pervenire le loro perplessità a riguardo. Nel comunicato, si esprime la volontà di continuare a collaborare per futuri progetti facendo riferimento alla sede di Foggia, ma forse le cose saranno un po’ più difficili ora che non esiste più né un punto Unicef né un suo delegato presso le scuole. In una città dove è forte e numerosa la presenza di istituti scolastici e di parrocchie che prevedono diverse attività per i bambini, forse sarebbe stata altrettanto forte e significativa la permanenza di un organismo dedicato proprio all’infanzia.
Maria Teresa Illiceto


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