CASA SOLLIEVO ESPRIME PROFONDO SCONCERTO DI FRONTE ALLA CONDOTTA DI ASL FOGGIA E REGIONE PUGLIA E ALLE DICHIARAZIONI A MEZZO STAMPA DI ALCUNE SIGLE SINDACALI

Con la stessa cura e dedizione rivolta ai pazienti in questi primi 70 anni, Casa Sollievo si appresta a porre basi solide per il futuro, nella cer

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Con la stessa cura e dedizione rivolta ai pazienti in questi primi 70 anni, Casa Sollievo si appresta a porre basi solide per il futuro, nella certezza che la ragionevolezza prevarrà.La Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza IRCCS esprime il proprio profondo e motivato sconcerto a fronte della condotta dell’ASL Foggia, della Regione Puglia e delle dichiarazioni delle Segreterie Territoriali di alcune sigle sindacali, rilevate nel corso degli ultimi due mesi.Come si ricorderà la Fondazione aveva deciso di non applicare in via automatica il rinnovo del contratto pubblico al personale del Comparto, scelta costituzionalmente garantita; ne erano nateuna serie di iniziative di protesta ed, il 27 dicembre scorso, in un incontro promosso dal Sindacato medico e gestito dal Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi della Regione Puglia, si era stabilito che:la Regione Puglia avrebbe istituito un gruppo di lavoro che in tempi brevissimi avrebbe analizzato la situazione, soprattutto in relazione ai 36,75 milioni € di crediti vantati dalla Fondazione (e risalenti al periodo 2016-2024) e consentito il dialogo ai fini dell’applicazione o meno del tabellare economico pubblico;
la Fondazione avrebbe nel frattempo revocato la propria decisione;
i Sindacati avrebbero nel frattempo rinunciato allo stato di agitazione.
A distanza di quasi due mesi da quel giorno, dobbiamo constatare con rammarico la seguente situazione:la Fondazione ha effettivamente revocato la comunicazionedel cambio di CCNL, come richiesto dalla Regione Puglia;
nessun tavolo di lavoro e nessuna interlocuzione c’è stata tra la Fondazione, la nuova Presidenza ed il nuovo Assessore alla Sanità, nonostante i numerosi appelli informali e formali della Fondazione;
con 10 anni di ritardo la ASL Foggiaha prodotto due distinti documenti (Delibera 17 del 08.01.2026 e Verbale 13.02.26 Gruppo di lavoro) che di fatto negano gran parte dei crediti vantati dalla Fondazione; si ritiene che tale Gruppo di lavoro abbia lavorato in costante contatto con l’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia, dimenticandosi di chiedere alla Fondazione di partecipare al tavolo;
il personale, sotto la regia del sindacato del Comparto, diversamente da quanto annunciato, non ha mai revocato le 1.300 istanze di messa in mora. Ieri nel comunicato stampadiramato da FP CGIL, FP CISL, UIL FPL, FIALS e Nursing UP veniva annunciato che presto le istanze si sarebbero tradotte in decreti ingiuntivi nei confronti della Fondazione.
Ovviamente la Fondazione si riserva di intervenire in tutte le sedi e stamattina ha dato mandato ai propri avvocati di procedere con i ricorsi e le denunce nei confronti di ASL Foggiae Regione Puglia, ma non è questo il punto principale.La Fondazione ha già dimostrato materialmente e formalmente, in silenzio, di voler continuare la mission del Fondatore, Padre Pio, effettuando nell’ultimo triennio investimenti in tecnologie per 33,43 milioni €. Nello stesso periodo ha pagato debiti verso dipendenti per 24,33 milioni € avendone ereditati 39,78 dalle amministrazioni precedenti al 31.12.2022; tutto questo rispettando appieno il mandato della Proprietà di non esperire alcun licenziamento e di garantire sempre e puntualmente stipendi e tredicesimea tutti i lavoratori.La Fondazione, inoltre, ha subito e continua a subire il comportamento illegale e le delibere illegittime della Regione Puglia, inerenti il totale non rispetto dell’art. 42, commi 3 e 4 della Legge 833 del 1978, così come recepita successivamente dalle Leggi di Riforma del Sistema Sanitario Nazionale (Decreto Legislativo 502 del 1992 e Decreto Legislativo 229 del 1999 e loro modificazioni e integrazioni, anche in ordine alle Leggi regionali di recepimento che hanno rango di Leggi Costituzionali in materia di sanità dopo la devoluzione del Titolo V della Costituzione alle Regioni).Uno degli esempi più emblematici di quanto detto sopra è quello del “divieto di superare il tetto previsto per la mobilità attiva extraregionale”, cioè il divieto per la Fondazione di accettare pazienti provenienti da altre Regioni italiane (i cui costi, quindi, non ricadonosulla Regione Puglia). Quella che per tutte le Regioni d’Italia è stata ed è una “risorsa” del sistema sanitario, per la Puglia non lo è: una enormità di pazienti pugliesi vanno a Roma o al Nord ma pazienti di Roma, Palermo, Benevento, Napoli, etc., non possono curarsia San Giovanni Rotondo.Sarebbero molti gli esempi da citare circa il non rispetto della legislazione da parte della Puglia, come chiariremo nelle sedi opportune, ma oggi va ricordato che la Fondazione ha rispettato, con enormi sacrifici, i propri impegni, compreso l’impegno assunto il 27 dicembre scorso di recedere dalle proprie decisioni e di sedersi al tavolo della discussione.Non bastassero la ASL Foggiae la Regione Puglia con i loro atti illegittimi, 1.300 dipendenti guidati dal sindacato effettuano istanze e decreti ingiuntivi contro la Fondazione. Quegli stessi dipendenti che da 70 anni ricevono stipendio e comfort impareggiabili a livello nazionale, oggi minacciano la Fondazione di depositare i decreti ingiuntivi esponendola Fondazione ad un serio rischio di sostenibilità economica.L’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, fortemente voluto da San Pio da Pietrelcina, poi divenutoun Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, compie quest’anno 70 anni. Sono stati anni intensi di accoglienza, servizio,assistenza,cura ericerca scientifica. 70 anni in cui l’Ospedale è stato il più grande datore di lavoro della Provincia di Foggia, oggi minacciato dalle Istituzioni e dai suoi stessi “figli”.Con la stessa cura e dedizione rivolta ai pazienti in questi primi 70 anni, Casa Sollievo si appresta a porre basi solide per il futuro, nella certezza che la ragionevolezza prevarrà

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