Le telecamere di Fuori dal Coro, il programma di approfondimento condotto da Mario Giordano su Rete 4, sono tornate a Manfredonia per indaga

Le telecamere di Fuori dal Coro, il programma di approfondimento condotto da Mario Giordano su Rete 4, sono tornate a Manfredonia per indagare sulla vicenda dei 54 milioni di euro del PNRR destinati al superamento del ghetto di Borgo Mezzanone, una delle realtà più critiche della Capitanata.Nel servizio dal titolo eloquente, “Allarme immigrati: sprecati i soldi per abolire i ghetti”, andato in onda il 2 novembre, la giornalista ha evidenziato come, a distanza di oltre tre anni, nessun progetto sia stato approvato e i fondi rischino di andare perduti. “A maggio del 2022 – si sottolinea nel servizio – l’Europa ha messo a disposizione circa 200 milioni di euro dai fondi PNRR per il superamento degli insediamenti abusivi e il ricollocamento dei braccianti agricoli in tutta Italia. Alla Puglia ne sono stati destinati 53 solo per Borgo Mezzanone. Ma oggi non si è ancora mosso nulla”.Durante il servizio, l’inviata ha intervistato il sindaco Domenico La Marca, incalzandolo sul presunto immobilismo dell’amministrazione: “Non basta la volontà, servono i fatti. La situazione è drammatica, sono passati tre anni”, ha detto la giornalista.
Ma il primo cittadino aveva già chiarito la posizione del Comune in un comunicato del 16 ottobre 2025: “La verità è che quei 54 milioni stanziati nell’ambito del PNRR non sono mai arrivati, e non certo per colpa del Comune di Manfredonia. La responsabilità è del Governo di centrodestra, che ha lasciato scadere i termini e bloccato il decreto del 2022. Quel piano non è mai stato attivato. Il fallimento è del Governo Meloni”.
La Marca ha inoltre ricordato che, nonostante le difficoltà, l’amministrazione ha chiesto di differire o dirottare le somme su altre linee di finanziamento, in collaborazione con la Regione Puglia, che oggi coordina il tavolo tecnico sulla questione. “Abbiamo chiesto risposte e un intervento concreto per la regolarizzazione dei permessi di soggiorno, passo indispensabile per qualsiasi percorso di inclusione. Ma dal Governo tutto tace”, ha concluso il sindaco.Sulla stessa linea anche il consigliere comunale con delega al PNRR, Matteo La Torre, che ha spiegato i motivi tecnici del mancato avvio dei lavori: “Il progetto originario prevedeva 4 mila posti letto da realizzare in poco più di un anno: impossibile. Dopo mesi di interlocuzioni con Regione, Prefettura e Ministero, si è deciso di ridurre il piano a 1.250 posti, ma Invitalia ha certificato che i cantieri non potranno partire prima di marzo 2026”.Intanto il Comune e la Regione stanno lavorando a un piano alternativo, per spostare i fondi su una linea regionale con tempistiche più ampie. Il ghetto di Borgo Mezzanone, sorto accanto all’ex pista militare, resta una ferita aperta nel territorio del Foggiano. Tra baracche, precarietà e vite sospese, centinaia di braccianti stranieri continuano a vivere in condizioni di degrado, in attesa che le promesse di riscatto si trasformino finalmente in realtà.
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