La Capitanata in Regione: tribunali, fondi e autostima per una terra difficile. “Odioso squilibrio territoriale”

Sieg, Cis, Pnrr. Tutto passa dalla Regione per la Capitanata. Dall’aeroporto al dissesto idrogeologico, passando per dighe e progetti innovativi di pr

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ore 15.30 PIAZZA DEL POPOLO In studio Avv. Grazia PENNELLA Assessore Comune di Manfredonia

Sieg, Cis, Pnrr. Tutto passa dalla Regione per la Capitanata. Dall’aeroporto al dissesto idrogeologico, passando per dighe e progetti innovativi di promozione turistica ed agricola fino alla mancata produzione energetica come accaduto all’Asp Zaccagnino. Lo ha sottolineato il governatore Michele Emiliano nel consiglio regionale monotematico dedicato alle emergenze della provincia di Foggia aperto al presidente della Provincia Nicola Gatta, al procuratore Ludovico Vaccaro, al prefetto Maurizio Valiante e al viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.


I temi sono quelli di sempre: riordino della geografia giudiziaria, povertà, assenza di lavoro, quarta mafia. E sono stati sviscerati da tutti gli eletti locali.
“La situazione che vive la nostra provincia non la vive nessun’altra area della Puglia. La nostra è una realtà difficile e grave, molto più complicata”, ha detto con forza l’assessora regionale Rosa Barone.
“Non dobbiamo essere lasciati soli – ha aggiunto -, lo Stato deve fare sentire in maniera ancora più incisiva la sua presenza. Lo sta facendo dal 2017: la strage di San Marco in Lamis ha segnato uno spartiacque. Dobbiamo però recuperare gli anni persi: siamo in emergenza e vanno presi provvedimenti emergenziali. La quarta mafia deve essere combattuta come una mafia, con maggiori uomini e mezzi. La Dia è finalmente diventata realtà, grazie anche al pressing che come M5S abbiamo esercitato a tutti i livelli. Ma da sola non può bastare. Serve la sezione distaccata della Corte d’appello da Bari così da poter avere la Dda. Abbiamo la Dda di Bari che è assolutamente efficace ed efficiente ma non è a Foggia. Avere gli uffici distaccati non è la stessa cosa: serve un presidio permanente sul territorio. Se è stata sconfitta la Sacra corona Unita è perché lo Stato non ha risparmiato nulla.
“Le cose non avvengono a caso, c’è stato un impegno serio e condiviso e quello chiediamo alla politica tutta per la Capitanata”.

Combattivo come sempre Antonio Tutolo: “Denuncio da tempo un odioso squilibrio territoriale a vantaggio di altre province pugliesi a causa del quale i cittadini foggiani ormai si sentono ignorati e abbandonati.E le mie numerose iniziative sono state avversate e boicottate in tutti i modi, tant’è che fino alla fine si è cercato di svuotare di presenze e contenuti questa seduta. Per fortuna, sono una persona determinata e sono andato avanti per fare qualcosa che nessuno si è mai sognato di fare: accendere i riflettori sulla provincia di Foggia in Regione”.
Joseph Splendido della Lega ha riportato un dato: Foggia è il quarto tribunale come contenziosi in Italia, dopo Roma Milano e Napoli. E a tal proposito è arrivata qualche promessa da Sisto.
“Cosa succede in un’area così in difficoltà, anche in rapporto alla criminalità organizzata, se davvero viene abolito il reddito di cittadinanza? – ha detto Emiliano nel suo intervento – Vi ricordo, visto che non è stato detto per pudore, che il capoluogo della Capitanata è stato sciolto per mafia”. È preoccupato il presidente. “Cambiano i governi, ma la burocrazia resta la stessa. Noi abbiamo tentato di osteggiare la chiusura delle scuole dell’infanzia ma non ne siamo venuti fuori, è un metodo semplicistico di affrontare le cose. La stessa cosa è avvenuta sui tribunali, una manifesta ingiustizia, come se si trattasse di una sanzione. Abbiamo provato a collaborare con l’amministrazione di Foggia, portammo il Medimex, ma fummo sfortunati per l’acqua. L’impegno dell’apertura di Casa Arbore è importante per l’autostima. Uno dei processi da portare avanti è quello di avere fiducia nelle istituzioni. Quante strade abbiamo rifatto con soldi regionali senza avere competenze sui Comuni? Quella di Foggia è l’unica provincia con un poco di acqua. Abbiamo discusso sull’ipotesi del trasferimento delle infrastrutture al Aqp, ma se riuscissimo a fare diventare irriguo quel 30 per cento che non lo è potremmo aumentare il potenziale agricolo”. Emiliano ha citato “un’altra questione gigantesca”, ossia la gestione del caporalato e dei ghetti.

“Il principale ghetto italiano sorge su suolo dell’aeronautica militare. Dobbiamo all’intelligenza e alla fantasia di Stefano Fumarulo una struttura, Casa Sankara, che ci invidiano in tutto il mondo. Andrebbe aperto anche ai cittadini italiani che non trovano lavoro. Abbiamo consentito di gestire la prima accoglienza, è un modello che consente a Regione e a Ministero dell’Interno di replicare l’esperienza.
La collaborazione col governo ci sarà, tutti pratichiamo il marketing politico ma sulla Capitanata non esistono questioni identitarie divisive, possiamo lavorare con intensità senza praticare lo scaricabarile. Abbiamo interesse ad affrontare insieme al governo le questioni. Dall’Ilva alla costruzione del nuovo palazzo di giustizia a Bari”.
Ha chiuso i lavori Francesco Paolo Sisto: “Un Consiglio regionale strano-  ha esordito – poiché riguarda i consiglieri regionali, ma impatta ancora di più sui sindaci la cui attività sul territorio è il primo vero baluardo contro l’illegalità.“Prima di tutto – ha detto il vice ministro – occorre rispondere alla domanda ‘Perché questo Consiglio?’ E mi pare evidente che la risposta non possa essere che la persistenza di problemi che le cose già fatte non sono state in grado di risolvere. E non possiamo che partire dalla affermazione che la Capitanata è un luogo insicuro: purtroppo non esistono aeroporti in grado di risolvere l’insicurezza. “Conosco bene i problemi. Già nella trascorsa legislatura l’interlocuzione con il procuratore Vaccaro è stata praticamente continua. È vero: la sicurezza richiede presìdi, richiede sedi ed organici e già questo è un problema perché non sono tanti a voler venire in questi territori. Rimando su questi argomenti al Rapporto 2021 della Dda sulla Capitanata. I fondi del Pnrr ci hanno già consentito di far giungere tanti giovani negli Uffici del Processo ma comunque sempre nella consapevolezza, ed è la scelta individuata dal Governo nazionale, che ciascun Sindaco è garante dei percorsi di legalità compiuti nel proprio territorio ed è questo l’alveo attraverso il quale arriveranno gli aiuti. Il 24 sarò all’Assemblea dell’Anci per ribadire che il Governo intende mettere mano all’abuso d’Ufficio. Perché ha scelto di restituire ai sindaci la loro capacità di agire e non di aver paura nel farlo. Non so se si potrà aprire una sede della Dda a Foggia, ma so che l’esercizio della Giustizia ha bisogno di organici e che il giudice è una sorta di direttore d’orchestra, così come la Giustizia è una risposta di sistema. Poi esiste la ‘Geografia giudiziaria’ , presidio ineludibile certo, ma sul quale non credo si possa agire a macchia di leopardo, nel senso che la Capitanata non è purtroppo sola a subire l’insulto della criminalità organizzata e che la risposta che il Governo deciderà di dispiegare dovrà riguardare la Capitanata così come altri territori”.

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