Le suore mummificate e la miracolosa Madonna bambina nella Chiesa di Santa Chiara

C’è chi racconta che nei sotterranei dell’ex convento di Santa Chiara (l’attuale seminario) vi siano ancora i corpi mummificati delle suore che un tem

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C’è chi racconta che nei sotterranei dell’ex convento di Santa Chiara (l’attuale seminario) vi siano ancora i corpi mummificati delle suore che un tempo qui vivevano in clausura.

Fino a due secoli fa, infatti, era consuetudine seppellire i morti accanto alle chiese, ma dal punto di vista igienico-sanitario ciò creava non pochi problemi e con Napoleone Bonaparte nacquero i cimiteri fuori le mura cittadine.

Pare che i corpi delle clarisse siano stati ritrovati seduti, quasi come se le loro consorelle avessero far voluto loro compiere in posizione di preghiera quell’ultimo viaggio. E c’è persino chi è pronto a giurare ancora oggi che, passando nei pressi della chiesa di Santa Chiara, ha sentito ‘strani suoni e canti’, anche quando l’edificio è rimasto chiuso a lungo e quasi abbandonato.

Una circostanza che ricorda la leggendaria presenza nella stessa chiesa della Madonna miracolosa tenuta in ‘clausura’ dalle monache del convento. Pare infatti che quando nel Seicento e Settecento veniva esposta la sacra immagine, chi passava di notte accanto alla chiesa poteva udire canti angelici e suoni soavi.

La Vergine, dipinta su tela, aveva il volto minuto ed un corpo piccino, ed era rappresentata ancora bambina. Era chiamata Santa Maria dell’Orto, poiché considerata ricca dei ‘frutti’ della grazia divina ed era conservata in una teca di cristallo racchiusa da grate dorate.

L’esistenza di questa Madonna è descritta in un libro del 1715 intitolato “Zodiaco di Maria” di Padre Serafino Montorio, un monaco appartenente all’Ordine dei domenicani nel convento di Santa Maria della Sanità di Napoli. Il numero dei prodigi e delle grazie concesse ai suoi devoti era tale che, dice il padre domenicano, ci sarebbero voluti interi libri per raccontarli.

Nel 1631, essendosi oscurata l’aria a Manfredonia per tre giorni interi per l’eruzione del Vesuvio, “i cittadini, ricorsero, come ad unico loro rifugio alla chiesa delle monache, dalle quali esposta la sagratissima immagine di Maria, fu tale la sua pietà verso quel lagrimante popolo”, che per far sentire la sua protezione, mostrò loro un raggio di luce “dal vergineo suo petto, che col suo splendore fugò in uno istante le tenebre cagionate da quelle ceneri, che densissime cadevano dall’aria”.

Per chiedere grazie a questa effigie prodigiosa giungevano anche da fuori Manfredonia, ma oggi se ne è persa ogni traccia e nessuno la ricorda più. E se fosse ancora nascosta all’interno del convento a vegliare sui corpi delle suore preganti? Chissà!

Di sicuro è affascinante la circostanza che ci sia gente che ancora oggi, nonostante la Madonna bambina sia andata perduta e con essa il racconto dei suoi miracoli, ha l’impressione di sentir giungere dalla chiesa ‘strani suoni e canti’.

Una cosa è certa: tante sono le storie che avvolgono l’edificio di Santa Chiara e sarebbe bello potesse essere meglio valorizzato e riportato al suo antico e misterioso fascino, per poter sussurrare ai passanti antichi racconti che profumano di fede e leggenda…

Maria Teresa Valente

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