Saltato il sorteggio del mare per la pesca delle seppie

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ANCHE QUEST’ANNO, per il secondo consecutivo, la secolare cerimonia del sorteggio degli specchi di mare da assegnare ai pescatori per la pesca delle seppie, non c’è stata. E’ saltata per mancanza di concorrenti. Nessun pescatore, di quelli della piccola pesca, si è presentato in Capitaneria di porto per il sorteggio del mare. Si è così interrotta una tradizione che si tramandava da secoli. Un tipo di pesca cui i pescatori manfredoniani hanno sempre tenuto in grande considerazione.

UN RITO con un sostanziale risvolto economico per le abbondanti catture di seppie. Il mare del litorale del golfo, in particolare il tratto prospiciente Siponto (la storia vuole che il toponimo Siponto derivi dal latino saepiae) era ed è tuttora, nonostante i tanti attentati alla salubrità di quel mare, il luogo preferito dalle seppie per la loro riproduzione.

LA TECNICA usata per la loro cattura è quella detta con “reti da posta”, le reti sono cioè disposte perpendicolari al fondo marino a mo’ di barriere contro le quali le seppie finiscono impigliate. La “raccolta” avveniva due volte a giorno, all’alba e a sera. Una metodologia peraltro sostenibile. E che può vantarsi di avere una normativa specifica emanata dalle autorità marittime, che ne regolamenta tempi e modalità. Tra le prime si conserva quella del 1820. Man mano è stata aggiornata. L’ultimo adeguamento in vigore, è del 1985 e si compone di dodici articoli che regolano le modalità da osservare nel corso della “campagna delle seppie” che inizia con l’arrivo della primavera e si protrae sino a giugno.

LA “RINUNCIA” a questa pesca così come da tradizione, non é certamente legata alla crisi che attraversa l’attività di pesca, segnatamente quella manfredoniana attestata dalla chiusura del mercato ittico orsono due anni, e alla forte riduzione del numero dei pescherecci. Le ragioni sono evidentemente ben altre. Il settore della pesca da qualche tempo è andato trasformandosi allontanandosi dalle sue secolari consuetudini. E’ peraltro rimasto fuori dal contesto cittadino (se si eccettua il momento delle vendita del prodotto).

LA CERIMONIA del sorteggio del mare per la pesca delle seppie, si presterebbe benissimo come riferimento per una grande festa del mare con finalità turistiche. La seppia espressone culturale ed economica della Manfredonia marinara. Un’altra opportunità ignorata. Tipo quel “Mangiamare”, ad esempio, che si è svolto fino a qualche anno fa e che richiamava tantissima gente anche da fuori. Una iniziativa che aveva in sé tutte le caratteristiche per radicarsi e ampliarsi, è invece finita nel nulla, come tante altre attrattive concrete o potenziali di cui Manfredonia può disporre ma che invece si perdono nei meandri fumosi di una governance cittadina che riesce solo a fare danni.

Michele Apollonio

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