Il neo arcivescovo del Gargano Moscone sollecita i fedeli alla conversione. “Anche se il peccato ci appesantisce il cuore”

Messaggio di padre Franco Moscone, neo arcivescovo del Gargano in vista della Quaresima 2019. “In piedi fratelli… il Signore ci ama per quello

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Messaggio di padre Franco Moscone, neo arcivescovo del Gargano in vista della Quaresima 2019. “In piedi fratelli… il Signore ci ama per quello che siamo ai suoi occhi”. Nel dedicare “il testo all’amato predecessore mons. Michele Castoro che un anno fa visse la sua ultima Quaresima”, l’arcivescovo Moscone sollecita i fedeli dell’arcidiocesi del Gargano alla conversione, il “primo impegno richiesto da Gesù per seguirlo come discepoli, attraverso tre momenti: partenza, percorso e meta” che vengono sviluppati e approfonditi cominciando da quel “lasciarsi incontrare da Dio che è più intimo a noi, di noi stessi e aprirci all’altro che è l’immagine incarnata del Signore Gesù” e compiendo poi il secondo passo, la “conversione al prossimo”, sottolineato nel 2° paragrafo con “Il percorso: convertirsi al prossimo”, molto, ma molto importante in questo nostro tempo in cui insistentemente si parla di “morte del prossimo” ed ahimè si opera anche in tal senso. Infine, “la meta: il convertirsi a Dio”, che se raggiunta porta pace e ci rende “costruttori di pace… anche se il peccato ci appesantisce il cuore”.

Dunque, la conversione bussa alla porta e l’invito è a divenire e ad essere discepoli autentici. La Quaresima, tempo di conversione e di preghiera, chiede un profondo rinnovamento di vita e fa avviare un cammino nuovo, fatto di tappe e di passi concreti. Un procedere con perseveranza alla luce del Vangelo e in novità di cuore e mente. E affinché tutto ciò possa dare i suoi frutti, il Signore stesso ci invita a risposte generose e concrete. La prima rimane necessariamente quella di metterci in ascolto della sua Parola. Non si tratta solo di sapere di più o di comprendere meglio quello che ci è stato detto, ma di rispondere alla sua chiamata e “dialogare con Lui” con “gesti e parole di carità. Se compiremo il percorso della conversione scopriremo che Lui viene ad abitare in noi e darà senso ai crocevia della storia personale e comunitaria” conclude l’Arcivescovo.

Dunque, l’invito alla conversione del cuore e della mente del padre Arcivescovo è veramente fraterno e pressante affinché possiamo giungere a dedicare un po’ del nostro tempo quotidiano a leggere e meditare una pagina della Parola che illumina il cuore e ci fa riconoscere le inevitabili nostre mancanze per chiederne perdono e a essere un po’ attenti anche agli ultimi, nostri fratelli.

Alberto Cavallini, direttore di VOCI e VOLTI



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