TROPPE PRESCRIZIONI PER LA PESCA PROTESTANO I PESCATORI

Dinanzi la sede della Capitaneria di porto - serie di norme - incontro col comandante della Capitaneria - Penalità salatissime - la larghezza dell

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Dinanzi la sede della Capitaneria di porto – serie di norme – incontro col comandante della Capitaneria – Penalità salatissime – la larghezza delle maglie delle reti – marinerie dell’altra sponda – una conferenza>>

Dopo Bari, Manfredonia. I pescatori del compartimento marittimo di Manfredonia ai quali si sono uniti quelli delle marinerie limitrofe, dopo il sit in a Bari dinanzi la prefettura, hanno proseguito la protesta dandosi appuntamento dinanzi la sede della Capitaneria di porto per manifestare ancora una volta la loro contestazione nei confronti <di regole fuori dalla realtà adriatica sulla pesca imposte dalla Unione europea, dei controlli tropo pressanti, delle sanzioni esageratamente pesanti>.
Qualche centinaio di pescatori in assemblea pacifica, con in mano ciascuno i documenti di bordo pronti a consegnarli all’autorità marittima per dimostrare il loro malcontento <per tutta una serie di norme che ci costringono a dover stare dietro a delle incombenze burocratiche che ci distolgono dalle già tanto delicate e gravose operazioni di pesca con conseguenziale stress aggiuntivo alle preoccupazioni del lavoro>.
Hanno chiesto e ottenuto un incontro col comandante della Capitaneria di porto, capitano di fregata Silvio del Casale, al quale hanno esposto le ragioni della loro ferma presa di posizione. Una serie di osservazioni riguardanti i compiti imposti dai regolamenti e dalle ordinanze cui è tenuto l’equipaggio di ogni peschereccio. <Non sappiamo più – reclamano – se dobbiamo stare più attenti ad osservare tutta la serie di prescrizioni amministrative imposte e sono ben sedici per ogni battuta di pesca, o dobbiamo pensare al lavoro che richiede attenzione e applicazione>.
Quello dei controlli esasperati è tra le lamentele più assillanti. Ribadiscono che non sono contrari ai controlli. <Che si facciano – hanno esposto – ma con le dovute attenzioni nei confronti di persone che lavorano>. E poi le sanzioni, la nota dolente e condizionante. <Parliamo di migliaia di euro ad ogni pur minima infrazione. Penalità salatissime che scattano ad ogni piccolo errore che sia la mancata comunicazione alla Capitaneria dell’uscita dal porto, o la pesatura del prodotto, o la compilazione del Log Book, o l’etichettatura del pescato, o la dichiarazione di sbarco, insomma tutto quanto che non ha niente a che fare con l’attività essenziale che ci dà il pane quotidiano>. Tra i motivi di controversia la larghezza delle maglie delle reti da pesca. <Le dimensioni europee – spiegano mostrando un pezzo di rete – sono commisurate alla taglia dei pesci del mare del nord; nell’Adriatico la pezzatura media è di molto inferiore, i pesci se ne sfilano>.
Difficoltà che si aggiungono a quelle per così dire naturali (maltempo, avarie al motore) che riducono i già risicati giorni in cui si esce in mare per pescare a tutto vantaggio delle marinerie dell’altra sponda dell’Adriatico i cui prodotti ci vengono a fare concorrenza in casa. <Così non è giusto – osservano – ma soprattutto facciamo un danno alla nostra economia>
Insomma, da una parte la realtà come vissuta da chi opera nella pratica; dall’altra le leggi e chi è chiamato a doverle applicare. Il comandante Del Casale ha peso buona nota delle osservazioni e richieste avanzate dalla categoria dei pescatori per inoltrarle a chi di competenza attraverso i canali gerarchici riservandosi di esaminare con i pescatori quegli aspetti sui quali è possibile intervenire limando talune prescrizioni. E’ stato pertanto convenuto di indire una conferenza nella prossima settimana nella quale esaminare le varie problematiche.
Michele Apollonio

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