PRIVATI CITTADINI PROVVEDONO ALLE DOTAZIONI DEL SERVIZIO TRASFUSIONALE DELL’OSPEDALE

Un servizio di eccellenza - accreditamento istituzionale - Premio della solidarietà 2017 - dovuta attenzione dei vertici della ASL - nel silenzio

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Un servizio di eccellenza – accreditamento istituzionale – Premio della solidarietà 2017 – dovuta attenzione dei vertici della ASL – nel silenzio e nella indifferenza>>

Una poltrona elettrica per prelievi e terapia donata alla sezione di medicina trasfusionale dell’ospedale civile “San Camillo De Lellis” di Manfredonia. Un supporto tecnico di cui il centro trasfusionale diretto dal dottor Gaetano Granatiero, ne aveva bisogno da tempo. A colmare una lacuna da anni inutilmente evidenziata dal responsabile del servizio trasfusionale, ai dirigenti della Asl/FG della quale il nosocomio di Manfredonia fa parte, privati cittadini che resosi conto della mancanza di quel supporto tecnico, hanno provveduto con proprie risorse a far dono all’ospedale della poltrona elettrica sanitaria.
<Rivolgo un sentito grazie – ha commentato il dottor Granatiero – ai benefattori che hanno voluto con questo gesto riconoscere l’importanza, la necessità ed il lavoro svolto da questo Servizio trasfusionale>. Un servizio di eccellenza della struttura ospedaliera di Manfredonia, un sicuro riferimento per donatori di emocomponenti, delle associazioni del settore, per gli utenti degenti in strutture sanitarie o in assistenza domiciliare. Nel 2015 ha ricevuto l’”accreditamento istituzionale”, vale a dire l’attestato di riconoscimento della qualità del servizio; accreditamento riconfermato anche nel 2018. Nel 2017 è arrivato il “Premio della solidarietà 2017” assegnato alla Sezione di medicina trasfusionale dell’Ospedale “De Lellis” e al suo responsabile Gaetano Granatiero per <le doti professionali ed umane che garantiscono al donatore la sicurezza della donazione e del percorso trasfusionale, convertendo il dono del sangue in prodotto utile e sicuro per il Paziente>.
Riconoscimenti e soprattutto i risultati dell’attività svolta in un settore tanto delicato, che tuttavia non sono valsi a guadagnarsi la dovuta attenzione dei vertici della ASL. Eppure dieci anni fa, quando venne istituito il Servizio trasfusionale a Manfredonia, erano state date ampie assicurazioni per l’organizzazione del servizio. Una deliberazione del febbraio 2009 del direttore generale del tempo, nell’attestare <l’ottima preparazione professionale nella disciplina immunotrasfusionale e la profonda esperienza maturata sul campo del dottor Gaetano Granatiero>, gli veniva assegnato l’incarico di <procedere all’espletamento di tutte le attività connesse alla istituzione della Sezione trasfusionale del Presidio ospedaliero di Manfredonia>. Buone intenzioni rimaste sulla carta.
Nella realtà operativa la Sezione trasfusionale ha dovuto fidare sulla abnegazione del dirigente e del poco personale distaccato <e sui riconoscimenti e sugli aiuti arrivati dai cittadini>. Dotazioni necessarie all’espletamento del servizio quali ad esempio: una bilancia pesa persone professionale, un agglutinoscopio, un incubatore termostatico. Ma fino a quando potrà andare avanti in questo modo? E quello del servizio trasfusionale è solo una parte di un discorso ben più ampio e serio. <E’ umiliante e avvilente – lamenta la gente – constatare come un servizio sanitario nazionale debba essere sostenuto dal “buon cuore” dei cittadini. E tutto questo avviene nel silenzio e nella indifferenza delle istituzioni di riferimento>.
Michele Apollonio

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