ORA VIENE…”BELLO”

                             

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L’INVIO da parte del Prefetto di Foggia su delega del Ministro dell’Interno, della Commissione d’indagine per accertamenti circa pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza di tipo mafioso nell’attività amministrativa comunale, ha segnato di fatto la fine dell’esperienza di governo della città di Manfredonia iniziata nel 2010, e dunque del sindaco, degli uomini e delle donne che, nel corso di questi nove anni, sono stati alla guida dei vari settori amministrativi della città.
UN GOVERNO definito di centro-sinistra ma di fatto sostenuto da una serie di “civiche” legate dal motto “Il bello viene ora” che dopo quanto andato accadendo fino all’arrivo di funzionari di prefettura e ufficiali di polizia e carabinieri, appare quanto meno irridente e beffardo.
UNA VICENDA politica-amministrativa fortemente contrastata, ammantata da tutta una serie di attività sulle quali la Corte dei Conti prima, ed ora la Commissione di indagine prefettizia, hanno aperto e prefigurato scenari che con una sana e oculata amministrazione hanno poco o niente a che vedere. La gran mole di atti sequestrati prodotti nel corso di questi travagliati anni di governo, sono al vaglio di esperti i quali attraverso la lente delle leggi, metteranno ordine e trasparenza nei deliberati amministrativi e dunque aprire il sipario su scenari peraltro abbondantemente rappresentati dai magistrati contabili.
LA GIUSTIZIA contabile e ordinaria farà il suo corso ormai avviato. Occorrerà del tempo per esplicitare le conclusioni che in ogni caso arriveranno anche se nel frattempo si proseguirà ad amministrare con l’andazzo ormai ampiamente denunciato. Quali saranno le risultanze cui si perverrà, per Manfredonia si annunciano tempi cupi già peraltro tratteggiati da pubblici manifesti, contrassegnati da misure restrittive ponderose che finiranno a ulteriormente pesare sulle spalle e sulle tasche dei cittadini che dovranno pagare il prezzo della disastrosa amministrazione che ha messo in ginocchio la città.
MANFREDONIA è stata sfortunata ad incappare in amministratori rivelatisi quanto meno non all’altezza del compito in una fase temporale in cui maggiormente occorreva mettere in atto politiche inclusive che coinvolgessero ambiti e persone in grado, per cultura e competenze, di condividere e sostenere obiettivi e valori propri dell’economia, della socialità, del mondo civile. La città è stata tradita da chi si era presentato in nome dei “sogni” e del “bello”; da chi la città invece di valorizzarla nelle sue evidenti potenzialità, l’ha strumentalizzata e usata. La condizione di degrado culturale, economico, ambientale in cui versa Manfredonia è sotto gli occhi di tutti, turisti compresi. E’ precipitata in uno stato indecoroso, depressa e sfiduciata e il “bello”, cioè il peggio deve ancora arrivare.
MANFREDONIA merita ben altro: le variegate strutture in dotazione consentono grandi possibilità di sviluppo nel senso più moderno del termine. Ma occorre cambiare registro, invertire la rotta, chiudere col passato: è indispensabile una convinta e responsabile presa di coscienza personale e collettiva che ridia speranza, fiducia e attivi politiche di vera solidarietà, di legalità, di pari diritti e pari opportunità per tutti.
LA CORTE dei Conti, la Prefettura e il Ministero dell’interno faranno la loro parte: ma ora occorrono i cittadini che si facciano carico di dare indicazioni su quello che dovrà essere l’avvenire ormai incombente di questa città. Occorrono forze e facce nuove, pulite, integerrimi e intelligenti. Quanti hanno concorso anche indirettamente ad affossare questo territorio, se non avvertiranno la necessità di mettersi da parte, che sia il popolo a isolarli e scegliere oculatamente il nuovo.
IN CITTA’ si avvertono dei fremiti che destano interesse e credito. Manfredonia ha in sé tutto quanto necessario per uno sviluppo organico, sensato, lungimirante: occorrono gli operatori che ne sappiano fare buon uso per l’interesse collettivo.
Michele Apollonio

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