L’EREDITA’ DEL SINDACO

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<<Forse la città non sa che – nuovo Piano di rientro pluriennale –
una serie di misure – il gelo sulla città – andare a votare – chiarire tante cose – ricostruzione morale, economica e sociale>>

Trascorse mestamente le festività natalizie, tornano prepotentemente ad angosciare i manfredoniani, i temi che hanno fatto traballare il governo della città, i debiti comunali che il Piano di rientro pluriennale farà pagare agli incolpevoli cittadini per un periodo che investirà più di una generazione. A fare un prospetto di quello che l’amministrazione Riccardi si appresta, come già annunciato, a dare corso, l’associazione culturale e politica “Manfredonia Nuova” con un manifesto murale indirizzato ai cittadini dal significativo titolo <Forse la città non sa che cosa il comune di Manfredonia…>.
La situazione attuale, ricorda Manfredonia Nuova, è: <squilibrio finanziario del comune di 35.460.134 euro> (ma conteggi aggiornati lo fanno salire di parecchio); il Piano di rientro per il <dissesto guidato> invece di ridurre il debito lo ha <significativamente aumentato>; la <la grave situazione in cui versa l’amministrazione per la cronica mancanza di liquidità> accertata dalla Corte dei Conti: pertanto fallito il Piano di rientro triennale, l’amministrazione Riccardi prepara <un nuovo Piano di rientro pluriennale che potrà durare anche vent’anni>.
La normativa vigente prevede una serie di misure che dovranno essere osservate per tutta la durata del Piano di rientro pluriennale che Manfredonia Nuova così elenca: <aliquote o tariffe dei tributi nella misura massima consentita; una forte restrizione nell’assunzione di personale, anche all’ASE; la copertura integrale da parte dei cittadini di tutti i costi di gestione per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, compresi il pagamento del personale e l’acquisto di mezzi e servizi; una sistematica attività di accertamento delle posizioni debitorie; una rigorosa revisione della spesa di tutti gli organismi e delle società partecipate; la vendita di tutti i beni patrimoniali non indispensabili per fini istituzionali, praticamente si salverà solo Palazzo san Domenico; una programmazione finalizzata a politiche di riduzione della spesa per tutto il periodo del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale>.
Una lista tremenda che farà scendere il gelo sulla città. <Per restare attaccati al potere – commenta Manfredonia Nuova – i signori dei Palazzo san Domenico dicono di voler evitare il commissariamento del comune, di fatto ce lo imporranno per molti anni>. <E’ l’eredità di Riccardi e della sua amministrazione> ha già decretato la gente.
Unica possibilità alternativa proposta da Manfredonia nuova è quella di andare a votare il prossimo maggio per <rilanciare Manfredonia>. Una prospettiva possibile se ci fossero le dimissioni in massa dei consiglieri o qualche altra evenienza di imperio. In ogni caso <passando – spiega Manfredonia Nuova – per un breve periodo in cui il comune sarà retto da un commissario prefettizio che potrà chiarire tante cose sulle quali regna il più fitto intrigo e mistero e assicurare elezioni giuste e eque dalle quali far scaturire una amministrazione rinnovata nelle persone e negli intendimenti – afferma MN – che potrà garantire una gestione della città oculata e oggettivamente imparziale, trasparente senza favoritismi e inganni e dunque riavviare la ricostruzione morale, economica e sociale di Manfredonia>.
Michele Apollonio

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