Ospedale, poca gente al corteo

Quella che alla vigilia era stata disegnata come una grande giornata di mobilitazione, alla fine si è rivelata un mezzo flop. Al corteo di protesta co

Casa Sollievo Sofferenza: nessuna proc. fallimentare
Abbazia San Leonardo, via al restauro dell´ex convento
Manfredoniana a Napoli per il Campionato mondiale del pizzaiolo

Quella che alla vigilia era stata disegnata come una grande giornata di mobilitazione, alla fine si è rivelata un mezzo flop. Al corteo di protesta contro l’ipotetico declassamento dell’ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia, hanno partecipato solo un centinaio di persone con in testa i comitati spontanei, i rappresentanti dell’USPPI Sanità e del tribunale per i diritti del malato. “Giù le mani dal nostro ospedale”, lo slogan più urlato e per lo più indirizzato all’assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile e al direttore generale dell’ASL Foggia, Attilio Manfrini. “Ci stanno togliendo tutto – racconta con le lacrime agli occhi una giovane signora -. Hanno chiuso neonatologia, pediatria, dimezzato il pronto soccorso e adesso anche l’ambulanza non c’è più. E’ assurdo che una città come manfredonia e l’intero Gargano non devono avere un ospedale idoneo. Non è possibile che per ogni esame o intervento chirurgico dobbiamo recarci a Foggia o a Cerignola. Non è giusto. Pretendiamo il diritto alla salute”. Decisivi anche gli interventi di Antonio Basta (USPPI) e Eleonora Pellico (Tribunale diritti per il malato). “La nostra struttura deve tornare ad essere un ospedale intermedio in modo da poter dare assistenza a tutti i cittadini del Gargano”. Alla manifestazione hanno preso parte anche alcuni amministratori, dal sindaco Angelo Riccardi ai consiglieri regionali Ognissanti e Gatta.
false

COMMENTI

WORDPRESS: 0